Osservatorio Pari Opportunità sul Lavoro

EQUAL AT WORK – Osservatorio sulle pari opportunità nel lavoro

Liliana Ocmin
Segretario confederale

ADAPT e Cisl, Dipartimento Politiche Migratorie, Donne e Giovani, hanno istituito un Osservatorio sulle pari opportunità nel lavoro, “Equal at work“, che nasce dalla volontà di promuovere, sostenere e consolidare politiche attive di cittadinanza e di inclusione sociale che salvaguardino i lavoratori e le lavoratrici da eventi discriminatori favorendo politiche di pari opportunità e rimuovendo gli ostacoli che, di fatto, ne impediscono la realizzazione. L’intento non è solo informare ma soprattutto fornire agli studiosi, agli addetti ai lavori, ai lavoratori e alle lavoratrici uno strumento pratico e in continuo aggiornamento che privilegi il dibattito e il confronto.
Unire il mondo della ricerca e quello del sindacato è un valore aggiunto che consente di guardare con una lente particolare tematiche tanto attuali quanto importanti alla luce degli obiettivi prioritari della Strategia di Lisbona e dei principi cardine della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Il nostro impegno sarà quello di cambiare il paradigma nell’approccio e dare voce alle donne, ai giovani e agli immigrati, in particolare del Mezzogiorno, sui diversi temi del mercato del lavoro che li riguardano.
Sono queste le categorie per le quali è quanto mai attuale l’interesse e l’attenzione delle parti sociali e del mondo imprenditoriale per garantirne la partecipazione, l’inclusione e la permanenza nel mercato del lavoro, favorendo così la giustizia sociale. Con la Strategia Europa 2020 l’Italia, chiamata ad allinearsi agli standard europei, si è prefissa l’obiettivo di raggiungere entro quella data un tasso di occupazione compreso tra il 67% e il 69%, nella fascia di età 20-64 anni. Il presupposto è la creazione di circa 1,6-1,8 milioni di nuovi posti di lavoro ed implica una crescita annua dell’occupazione pari allo 0,87%. Se da un lato il contratto di apprendistato per i giovani deve sempre rappresentare il contratto prevalente per l’ingresso nel mercato del lavoro, rafforzare e sostenere le politiche di occupazione connesse alla formazione, dall’altro il rilancio e la stabilizzazione dell’occupazione femminile passa anche attraverso le politiche di conciliazione tempi di vita- tempi di lavoro, di pari opportunità e di meritocrazia. Lo strumento privilegiato è la contrattazione collettiva, in particolare quella di secondo livello territoriale o aziendale, in grado di promuovere azioni di supporto alle politiche di welfare, alla partecipazione di genere e alla cultura del rispetto uomo donna, come necessario mutamento culturale richiesto dal nostro tempo.
Si intercettano così le esigenze di crescita del Paese e di valorizzazione della centralità della persona, da promuovere attraverso l’utilizzo di strumenti di conciliazione, e flessibilità, per garantire la produttività. La sfida è il rilancio del buon lavoro per i giovani, per le donne e per gli immigrati, superando il rischio di sottoccupazione e gap salariale, favorendo percorsi di carriera e affermazione di professionalità. Solo così possiamo contribuire allo sviluppo e al miglioramento dei sistemi di protezione sociale. E’ importante puntare e investire su queste categorie che rappresentano il valore aggiunto del sistema Paese per recuperare il vantaggio competitivo, creare nuove imprese, nuovi posti di lavoro e quindi sviluppo.

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