CONGEDI PARENTALI

Congedo parentale

Nei primi 8 anni di vita del bambino, ciascun genitore ha il diritto di sospendere la prestazione lavorativa.

il diritto al congedo parentale viene esplicitamente riconosciuto per ogni bambino. Ne consegue che, in caso di parto plurimo, la durata del congedo spettante a ciascun genitore viene determinata in base al numero dei bambini nati.

Il congedo dei genitori non può eccedere, per ogni bambino, il limite complessivo di 11 mesi.

Nell’ambito del predetto limite complessivo di 11 mesi, il diritto di astenersi dal lavoro (limite individuale) compete:

alla madre lavoratrice, trascorso il periodo di congedo di maternità, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi

al padre lavoratore, dalla nascita del figlio, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 7 mesi

nel caso vi sia un solo genitore, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 10 mesi.

Il congedo può essere richiesto dai genitori anche contemporaneamente ed il padre può assentarsi fin dalla nascita del figlio. I periodi di congedo, non utilizzati da uno dei due genitori, non possono essere utilizzati dall’altro. Il congedo parentale del padre è compatibile contestualmente all’utilizzo da parte della madre dei riposi giornalieri e non viceversa.

I periodi di congedo parentale sono validi ai fini dell’anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla 13^ mensilità o gratifica natalizia.

Le ferie (anche collettive), le assenze eventualmente spettanti ai genitori ad altro titolo, non vanno godute contemporaneamente ai periodi di congedo parentale.

Fino al terzo anno di vita del bambino è dovuta un’indennità pari al 30% della retribuzione, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di 6 mesi (salvo integrazioni previste dalla contrattazione collettiva).

Congedo di maternità             

il congedo di maternità è un periodo durante il quale è vietato adibire al lavoro le donne:

durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto (salvo flessibilità)

qualora il parto avvenga oltre tale data, per il periodo intercorrente la data presunta e la data effettiva del parto

durante i 3 mesi dopo il parto (salvo flessibilità)

durante gli ulteriori giorni non goduti prima del parto, qualora il parto stesso avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta (i giorni non goduti sono aggiunti al periodo di congedo di maternità dopo il parto)

L’interruzione della gravidanza che si verifichi dopo il 180° giorno dall’inizio della stessa si considera parto. Pertanto, anche in questo caso, la lavoratrice avrà diritto all’intero periodo di congedo .

Ferma restando la durata complessiva del congedo di maternità (che può superare anche i 5 mesi, se il parto è successivo alla data presunta), le lavoratrici hanno la facoltà di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei 4 mesi successivi al giorno del parto, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale, o con esso convenzionato, e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro, attestino (nel corso del 7° mese di gravidanza) che tale opzione non arreca pregiudizio alla salute della gestante e del nascita.

Il periodo di congedo di maternità è valutato ai fini dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, compresi quelli relativi alla 13^ mensilità o alla gratifica natalizia e alle ferie.

Gli stessi periodi sono considerati, ai fini della progressione nella carriera, come attività lavorativa, quando i contratti collettivi non richiedano a tale scopo particolari requisiti.

Le ferie e le assenze, eventualmente spettanti alla lavoratrice ad altro titolo, non vanno godute contemporaneamente ai periodo di congedo di maternità.

L’indennità di maternità, salvo integrazioni previste dalla contrattazione collettiva, è pari all’80% della retribuzione, ed è corrisposta con gli stessi criteri previsti per l’erogazione delle prestazioni di malattia.

Per retribuzione s’intende il compenso medio globale giornaliero percepito nel periodo di paga quadrisettimanale o mensile scaduto e immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo. Detto importo è comprensivo del rateo giornaliero relativo alla gratifica natalizia o alla 13^ mensilità e agli altri premi o mensilità o trattamenti accessori eventualmente erogati alla lavoratrice. Per i periodi oltre i 6 mesi di congedo, goduti entro il terzo anno di vita del bambino, e comunque per tutti i periodi di congedo fruiti tra il terzo e l’ottavo anno di vita del bambino, compresi i primi 6 mesi, l‘indennità pari al 30% della retribuzione spetta solo se il reddito individuale dell’interessato è inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria

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